Dall'11 maggio 2011, sono stato accettato come allievo dal Maestro Coreano Chang Jae-Hee (8° Dan di Taekwondo della WTF), dalla U-Chong Taekwondo Hapkido Family e dalla Yong - In University - Seoul.


Fondamenti del Taekwondo

La ricerca della perfezione

Il Taekwondo si basa su alcuni elementi fondamentali, alcuni di questi fondamenti sono anche obiettivi reali.

Come nel caso della pittura, del canto o di qualsiasi altra attività umana classificata generalmente come “arte”, esso richiede impegno continuo e la meta è sempre oltre “la prossima collina”.

In ingegneria si costruisce il ponte, negli affari si mira al profitto, in medicina si cerca di curare il paziente: si è sempre alla ricerca del miglioramento del metodo, e gli orizzonti della scienza e dell’ingegneria vanno ampliandosi continuamente.

I progressi nelle scienze sono tangibili; in un’arte l’unica misura è soggettiva: così anche nel Taekwondo.

La ricerca della perfezione nel Taekwondo

I fondamenti di cui stiamo parlando per le arti marziali ed il Taekwondo fra esse, non sono pietre miliari alle quali ci si avvicina, si raggiungono e si superano. Gli obiettivi rimangono sempre tali, perché non importa quanto rapido, forte e coordinato sia un movimento, si può sempre farlo con maggior forza, rapidità o coordinazione.

Ci si avvicina sempre, ma anche se la distanza si fa infinitamente piccola, non si raggiungerà mai la perfezione.

Si sa che i grandi artisti nella musica, pittura, letteratura e altre arti, non sono mai convinti di aver creato l’opera perfetta; si sforzano per migliorarla. Questo concetto può apparire scoraggiante, perché sforzarsi nel perfezionamento senza la “certezza” di pervenire a raggiungere la perfezione, può essere tra le cose più ingrate.

Non è questo il caso del Taekwondo. Mano a mano che il praticante passa dalla fase iniziale a quella successiva, il controllo crescente sul corpo, la mente e anche lo spirito risulta evidente, se non tangibile, anche se graduale; a volte così graduale che viene riconosciuto solo in seguito.

Il fuoco è uno dei fondamenti del Taekwondo. Il fuoco può essere chiamato concentrazione, ma concentrazione di tutta la forza del corpo, della mente e dello spirito, nel punto di contatto dello strumento con il quali si attacca o si para l’attacco dell’avversario.

D’altra parte, il praticante di Taekwondo indirizza il proprio allenamento allo sviluppo di tutte le parti del corpo, in modo che lavorino unite per concentrare tutta la forza fisica nel punto di contato, al momento giusto. Parleremo in altri articoli del sito delle componenti spirituali del fuoco. Possiamo dire che in genere la mente non è utilizzata in maniera rilevante come fonte di energia.

Il potere della mente nel taekwondo

La differenza rispetto ad altri sport consiste nel fatto che nel Taekwondo è riconosciuto il potere della mente, anche se è compreso solo parzialmente, e il praticante cerca di raggiungere questo potere nell’allenamento.

Al di là della concentrazione di energia mentale nell’attacco, esiste un altro aspetto del controllo della mente: essa deve essere completamente vuota.

Ciò significa che nei suoi esercizi e soprattutto in combattimento, il praticante di Taekwondo deve essere totalmente concentrato su quello che sta facendo e la mente deve essere sgombra.

In questa situazione, non appena l’impulso di attaccare attraversa la mente di uno dei due combattenti, si riflette nella mente dell’altro.

Il risultato tra taekwondisti esperti è che la risposta comincia quasi simultaneamente all’attacco. Comprendiamo che alcuni di questi concetti sono difficili da accettare da chi non ha praticato a lungo. Il lettore che non pratica arti marziali dovrà accettarlo, ma meglio sarebbe se intraprendesse lo studio di questa arte marziale per saperlo.

Man mano che l’allievo avanza, queste cose di fanno più chiare, senza essere formalizzate o documentate.

È un processo affascinante. La pazienza e la restrizione sviluppate nel corso di anni di studio e applicazione del Taekwondo fanno aumentare le riserve di energia spirituale, che si libera negli atti fisici di attacco e difesa.

Qui stiamo entrando di nuovo nel campo dell’intangibile.

È difficile codificare, e ancor più difficile provare, la tesi dell’energia spirituale.

L’unica vera prova della sua esistenza sembra risiedere nella nostra esperienza: coloro che si interessano al Taekwondo con il solo proposito di far del male, non avranno mai il controllo spirituale necessario per sopportare l’autodisciplina richiesta per perseguire il perfezionamento nell’arte. Per tornare agli spetti materiali, rileviamo che la forza fisica è formata da tre elementi:

1. forza

2. velocità

3. rilassamento

1. La forza dipende dalla corporatura e dal tono della muscolatura dell’individuo. I muscoli raggiugono un tono migliore allenandoli. Come in altre specialità, i muscoli del Taekwondo sono specifici, e si formano per mezzo di esercizi e tecniche speciali. La forza fisica bruta è, in se stessa, poco utile nel Taekwondo, anche nei casi in cui si richiede molta potenza.

Deve essere predisposta e concentrata in un punto appropriato e nel momento giusto. L’importante è la forza applicata e non la forza bruta.

2. In aiuto della forza, vi è la velocità. La velocità è basilare e fondamentale per sviluppare con successo il Taekwondo. Tutti sappiano, o dovremmo sapere, che la forza è proporzionale alla massa moltiplicata per il quadrato della velocità al momento della sua applicazione.

3. Il terzo elemento della potenza fisica, il rilassamento, è più una condizione previa che un elemento attivo. Tuttavia, il rilassamento è vitale. Né la velocità né la forza hanno successo sei il taekwondista non ha imparato a rilassarsi. È necessario essere sempre rilassati, per tutto il tempo, tranne che negli ultimi centimetri di un attacco o di una parta. È in questi ultimi centimetri che tutto ciò che si ha dentro si concentra e sfocia nel punto di contatto.

Il mancato rilassamento, tranne che all’ultimo momento, ha due effetti nocivi.

Il primo è la fatica: se il praticante è teso e contratto per tutto il tempo spreca energia inutilmente.

Il secondo riguarda la velocità. Se un colpo parte a muscoli tesi, il suo movimento sarà così lento da risultare inutile.I muscoli devono rimanere sciolti, per generare un’accelerazione adatta nel momento in cui inizia il movimento.

C’è un terzo aspetto collaterale del rilassamento. Se il corpo è totalmente rilassato, tranne durante l’ultima fase, anche la mente è rilassata, può ricevere impressioni e reagire. Ono è facile sviluppare la disciplina del rilassamento.

 

L'unica Federazione che riuscì a non frammentarsi e ad avere un peso importante sul piano internazionale fu la WTF, come dimostrato ai Giochi Olimpicidel 1988 a Seoul, capitale della Corea del Sud, dove il taekwondo della World Taekwondo Federation compare per la prima volta come sport dimostrativo. Il taekwondo WTF sarà presente come sport dimostrativo anche all'edizione di Barcellona, nel 1992. A partire dall'edizione di Sydney 2000, il taekwondo WTF diventa Sport Olimpico Ufficiale. L'edizione di (Pechino 2008) ha visto un gran seguito di pubblico.

L'Italia ha ottenuto la sua prima medaglia olimpica per il taekwondo proprio a Pechino 2008 con Mauro Sarmiento (il quale ottiene quattro anni dopo a Londra anche il bronzo e Carlo Molfetta quella d’Oro), mentre in precedenza aveva ottenuto due significativi risultati quando questo sport era ancora dimostrativo, a Barcellona 1992 con la medaglia di bronzo conquistata da Domenico D'Alise e a Seul 1988 con la medaglia d'argento conquistata da Luigi D'Oriano.

Le Federazioni e il CIO
La World Taekwondo Federation è l'unica federazione mondiale ad essere riconosciuta dal Comitato Olimpico Internazionale[4], nonché da GAISF (General Association of International Sports Federations), ASOIF (Association of Summer Olympic International Federations),CISM (Conseil International du Sport Militaire) e FISU (International University Sports Federation).
Il taekwondo WTF è l'unico ad essere riconosciuto come Sport da combattimento Ufficiale in tutti gli eventi multisportivi ufficiali (Asian Games, Pan American Games, African Games,Military Games,Olimpiadi Universitarie e così via). Tutte le altre federazioni (ITF, GTF) non sono riconosciute in campo internazionale dal Comitato Olimpico Internazionale.
La medesima situazione si riflette in Italia. In Italia la World Taekwondo Federation è rappresentata dalla Federazione Italiana Taekwondo (FITA). La FITA è l'unica federazione per il taekwondo in Italia risonosciuta dal CONI e l'unica autorizzata a portare atleti alle Olimpiadi per questa disciplina. Tutte le altre "federazioni" nazionali (FITAE, ITF-ITALIA, FITSPORT, Choi Jung Hwa Organization, GTI), affiliate alle rispettive federazioni internazionali (ITF o GTF) non sono federazioni riconosciute dal CONI, né da altri organismi facenti capo al CIO, ma sono solo associazioni sportive dilettantistiche.


 


Il Taekwondo è quindi uno sport in continua evoluzione. Grazie alle sue innumerevoli qualità e grazie all’introduzione dei corpetti protettivi elettronici ed altre protezioni, quest’arte marziale è stata riconosciuta dal C.I.O. (Comitato Internazionale Olimpico), ed introdotta nel programma delle OLIMPIADI.
Il Taekwondo fa parte della F.I.TA., l’unica Federazone Italiana di Taekwondo riconosciuta dal C.O.N.I. ed è affiliata alla E.T.U. (European Taekwondo Union). E’ affiliata alla W.T.F. (World Taekwondo Federation), con sede a Seoul in Corea a sua volta già riconosciuta dal G.A.I.S.F. (General Association International Sports Federation) nel 1975 e, dal C.I.S.M. (Comitato Internazionale Sport Militari) nel 1976.
Altri Traguardi raggiunti da questa disciplina sono stati: il riconoscimento come sport universitario, la partecipazione ai giochi mondiali, la formazione dei gruppi sportivi: Polizia, Carabinieri e Forze Armate.
La W.T.F. è stata affiliata il 15 gennaio 1981 all’I.C.S.P.E. (Internazional Council of Sport and Phisical Education) con sede a Londra.


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SCEGLI IL TAEKWONDO COME TUA ARTE PER ACQUISIRE UNA
MAGGIORE SICUREZZA ED UNA MIGLIORE PERSONALITA’ CHE
VA AL DI LA’ DI OGNI ESIBIZIONISMO

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CON L’ESERCIZIO DEL CORPO SI RAFFORZA LA MENTE E
SI FORTIFICA LO SPIRITO

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IL RAGGIUNGIMENTO DELLA MODESTIA E DELLA PERSEVERANZA

E’ LA CONQUISTA DELLO SPIRITO INDOMITO

Breve panoramica sulle tecniche di difesa dell’arte marziale Coreana


Parata superiore con avambraccio esterno ( Eolgul Makki ).

Sono diverse le forme della parata superiore, in coreano Eolgul Makki, e variano a seconda della posizione delle mani o del metodo di difesa applicato. La parata fondamentale, impiegata abbondantemente nelle prime forme Taegeuk, è effettuata con il pugno chiuso, il polso ruotato verso l’esterno, il gomito serrato ed il pugno all’altezza dell’occhio opposto. Il pugno arriva all’altezza della fronte dopo aver fatto mezzo giro gradualmente su se stesso, sicché dalla posizione iniziale con il palmo rivolto in su al termine della corsa, in posizione di parata, si trova con il dorso verso la fronte. Un’avvitamento veloce è reso possibile serrando il gomito bruscamente. La distanza tra la fronte ed il pugno, ad azione effettuata è di un JUMOK (pugno), il polso è messo al centro della fronte. L’angolo interno del gomito a questo punto è di circa 120 gradi; comunque l’angolo varia da persona a persona.

Parata media con avambraccio interno (MOMTONG-MAKKI)

Ha molte variazioni a seconda della posizione delle mani e dei metodi di difesa. La parata fondamentale è quella denominata Bakkat Palmok-Makki, che si effettua portando di scatto la mano chiusa a pugno dalla cintura verso la spalla, il dorso del pugno è girato verso l’esterno, ed eseguendo nel contempo AN-MAKKI di fronte al plesso solare. L’angolo interno del gomito è di circa 90 gradi e l’angolo i terna delle spalle è di circa 120 gradi. Questi angoli, tuttavia, possono variare da persona a persona.

Parata Media con avambraccio esterno (MOMTONG-AN-MAKKI)

Il metodo di difesa è lo stesso del POMTONG-MAKKI. Si chiama AN-MAKKI la parata effettuata col polso opposto rispetto al piede conduttore, cioè con l’avambraccio esterna. Si chiama MOMTONG-MAKKI la parata effettuata col poìso appartenente allo stesso lato del piede conduttore, vale a dire con l’avambracclo interno. Ad dgni modo sia MOMTONG-MAKKI e sia MOMTONG-AN-MAKKI vengono eseguiti con il polso girato verso l’esterno.

Parata inferiore con avambraccio esterno (AHRE-MAKKI)

Viene portato il ME-JUMOK (pugno) del braccio che difende all’altezza della spalla opposta quasi strusciando Il corpo. Facendo ruotare gradualmente il poìso dall’alto in basso viene effettuata la difesa della parte inferiore del corpo. Il poìso al momento del la parata è girato verso l’esterno, cioè si para usando l’avambraccio esterno.

Parata col taglio della mano (SONNAL-MAKKI)

Qui la mano rimane aperta e la difesa avviene col taglio della stessa. La parata avviene con la mano conduttrice, mentre l’altra mano la segue nel movimento fermandosi al momento giusto di fronte al plesso salare.

Parata Incrociata (EOTGEOREO-MAKKI)

Vengono incrociati ipolsi davanti al petto e la difesa viene effettuata sia nella direzione inferiore che nella direzione superiore.
Quando le mani vengono liberate dalla posizione incrociata iniziale nell’atto della difesa, si ha un nuovo tipo di parata: Sonnal- Eotgeoreo-Makki.

Doppia parata con avambracci (HECIO-MAKKI)

Vengono messe le mani sul. petto per farle partire dl scatto, allargandole, nelle due naturali direzioni nel momento della parata.

Parata rafforzata (GODRO-MAKKI)

L’avambraccio che effettua la difesa è seguito nel movimento dall’altro braccia. La posizione dl quest’ultima o è come nel SONNAL-MAKKI oppure la mano chiusa a pugno viene messa vicino alla parte interna del gomito del braccio che difende.

 

Braccia (PAL) Mani (SON) Polso (PALMOK) Gomito (PALKOOP)
Gamba (DARI) Piede (BAL) Tallone (DWIKOOMCI) Avampiede (APCIUK)
Ginocchio (MOOREUP)

TECNICHE

Le tecniche sono le combinazioni delle azioni e dei movimenti delle mani e dei piedi per effettuare sia l’attacco e sia la difesa.
Le tecniche sono:
1. La posizione (SEOGHI)
2. Colpire col pugno (JIRUGI)
3. Colpire con la mano o con le dita (CIRUGHI)
4. Colpire col taglio della mano (CIGHI)
5. Tirare i calci (CIAGHI)
6. L’atto di difendersi (MAKKI)
7. Il movimento del corpo (MOM UMJIGHIGHI)
8. L’azione risultata (POOM)

TIRARE I CALCI

La forza nel tirare i calci deriva dal modo di allungare la gamba dopo aver flesso il ginocchio.
Le tecniche sono:
Calcio frontale (AP-CIAGI)
Calcio laterale (YEOP-CIAGHI)
Calcio Circolare (DOLLYO-CIAGHI)
Calcio All’indietro (DWI-CIAGHI)
Un misto tra calcio frontale e circolare (MOMDOLLYO-CIAGHI)
Clacio in volo (TWIO-CIAGHI)
Doppio calcio in volo (MODUMBAL-CIAGHI)
Doppio calcio in volo (8^ forma) (DOOL^BALDANG-SEONG-CIAGHI)
Calcio a cetta (NAERYO-CIAGHI)

TECNICHE DI DIFESA

Parata bassa (ARAE-MIKKI)
Parata media con avambraccio interno (MOMTONG-MAKKI)
Parata media con avambraccio esterno (MOMTONG.AN-MAKKI)
Parata superiore (EOLGUL-MAKKI)
Parata con il taglio della mano (SONNAL-MAKKI)
Parata incrociata (OTGORO-MAKKI)
Doppia parata di avambracci (HECIO-MAKKI)
Parata con rinforzo (GODRO-MAKKI)


 

Il Taekwondo è la versione Coreana dell’arte marziale disarmata che si pratica da millenni in estremo Oriente.
Tradotto letteralmente dal Coreano “TAE” significa saltare e dare calci, “KWON” vuol dire pugno, ed infie “DO” arte.

L’insieme significa quindi “Arte del combattimento con l‘uso di pugni e calci in volo”.
Questa arte marziale si differenzia dalle altre, per tecniche di gambe e piedi che sono sviluppate al massimo grado e che pur essendo decisive permettono, data la lunghezza e la forza degli arti inferiori, di non esporre mai parti vitali all’avversario.
Il vero scopo del Taekwondo è quello di rendere chi lo pratica cosciente delle proprie responsabilità e donargli quindi quella serenità d’animo e quell’auto dominio che sono alla base di ogni riuscita nella vita. Disciplina mentale, dunque, prima ancora che fisica, il Taekwondo dona, a chi gli si accosta con il rispetto dovuto ad un’arte millenaria, forza di concentrazione e dominio dei propri nervi.

ASPETTO PEDAGOGICO SOCIALE DEL TAEKWONDO

Da più di 40 anni c’è stato un impegno costante da parte dei maestri di fare del Taekwondo uno Sport.
Oggi il Taekwondo è:

Uno sport Olimpico;
Uno sport con gare Nazionali, Europei, Internazionali, Mondiali e Olimpiche;
Un efficace mezzo di difesa personale adatto a tutti uomini e donne;
Una ginnastica intensiva praticabile dai 4 anni in poi.
Queste qualità sono essenzili per la formazione del bambino, che ha bisogno di una pratica motoria, oltre che fisica anche psichica. Attraverso le nozioni psico-motorie il bambino si sentirà più sicuro nell’affrontare i problemi nella sua età, risolvendoli nel migliore dei modi.

La Federazione Italiana Taekwondo (più semplicemente FITA) è l'organo di organizzazione e controllo del Taekwondo WTF (World Taekwondo Federation) in Italia.

Il Taekwondo è un'arte marziale originaria della Corea, conosciuta ed apprezzata per l'efficacia dei colpi, il dinamismo e la grande spettacolarità delle sue tecniche.

Disciplina che basa la propria peculiarità sull'istinto, la velocità, i riflessi e la capacità di capire l'avversario, il Taekwondo esalta le capacità del singolo e ne rafforza il fisico, la mente e soprattutto la sicurezza.

Sport in continua crescita, ha raggiunto uno dei traguardi più prestigiosi quando il Comitato Olimpico Internazionale lo ha inserito nel programma ufficiale dei Giochi a partire da Sydney 2000. Proprio in occasione delle Olimpiadi di Sydney il Taekwondo ha riscosso un gran successo di pubblico e critica, impressionando gli spettatori con incontri di altissimo livello tecnico e di grande spettacolarità.

Il Taekwondo è oggi praticato in tutto il mondo in 189 nazioni, 48 europee da oltre 50 milioni di persone. Sport adatto ad ogni tipo di età, è praticato soprattutto dai ragazzi (la media età degli atleti è inferiore ai ventiquattro anni) e dai bambini che divertendosi, imparano a controllare il proprio corpo e ad aumentare la loro capacità di socializzazione.

La FITA è la Federazione Sportiva Nazionale riconosciuta dalla World Taekwondo Federation e dal CONI autorizzata a disciplinare l'attività del Taekwondo in Italia e a rappresentarla all'estero. Nata nel 1985 conta oggi più di 20.000 tesserati e può annoverare prestigiosi risultati a livello internazionale.


 


Prima di cominciare a praticare questo sport più o meno tutti hanno avuto diversi preconcetti da superare...ma si sa, i tutti i preconcetti - o pregiudizi, che dir si voglia - possono essere superati e sconfitti dalla conoscenza: non a caso possono essere considerati sinonimo di "ignoranza".
Lieti di chiarirvi ogni aspetto della nostra disciplina, laddove vorreste farci qualche domanda, postiamo alcuni dei luoghi comuni più frequenti sul tkd.

1) Il TKD è uno sport violento?
Questa convinzione potrebbe derivare dal fatto che il Tkd (o meglio, il combattimento come specialità del Tkd) è uno sport a contatto pieno, dove se un colpo portato a segno alla corazza vale un punto, un colpo al viso ne vale due... se in seguito al colpo l'arbitro centrale nota che chi ha subito manifesta di aver accusato la "botta", può essere assegnato un punto aggiuntivo... inoltre si può vincere per KO, portando a segno una tecnica sull'avversario in modo talmente efficace che non possa più riprendere l'incontro.
Adesso però occorre fare qualche considerazione.
La prima è che gli atleti che combattono su un quadrato di gara sono muniti di protezioni: corpetto imbottito, caschetto, paratibia, paravambracci e conchiglia.I più piccoli sono obbligati a indossare in gara anche parapiedi, guantini e paradenti: quest'ultimo, per gli adulti è facoltativo.In allenamento, poi, la tendenza è quella di proteggersi il più possibile: il controllo delle protezioni, infatti, avviene solo in gara e nell'allenamento tutti i maestri suggeriscono di proteggersi nel modo in cui ci si sente più sicuri... tanto per fare un esempio, io utilizzo anche delle ginocchiere tipo pallavolo (avendo avuto in passato dei problemi alle ginocchia).
Con questo tipo di protezioni si evita il rischio di riportare danni seri: in genere a fine allenamento si può riportare qualche contusione, ma lesioni importanti sono molto rare e spesso hanno poco a che fare con l'esecuzione di tecniche di combattimento e molto di più con distrazioni o incidenti (ad esempio, scivolando si prende una distorsione a una caviglia), come in tutti gli altri sport: basti pensare agli infortuni che si rimediano su un campo di calcio per capire quello che si intende dire!
Insomma, il Tkd non è uno sport pericoloso, tanto che viene praticato dai 5 anni in su!

2) Nel TKD si usano solo le gambe?
Si sente più volte parlare del Tkd come di uno sport dove si usano solo le gambe. Sarebbe più corretto dire (e vale sempre e solo per il combattimento) che in realtà prevalgono le tecniche portate a segno con le gambe.
In realtà l'esecuzione di una tecnica di calci non comporta un lavoro isolato dei gruppi muscolari degli arti inferiori, ma nasconde un lavoro di (più o meno) tutti i muscoli del corpo.Un calcio ben eseguito, infatti, è frutto del coordinamento di gambe, busto e braccia, che non può prescindere da un buon tono muscolare di tutte le parti interessate.
Tra l'altro, i colpi si danno ma si ricevono anche: questo significa che per incassare senza "soffrire" troppo è necessario avere -ad esempio- degli ottimi addominali e degli ottimi riflessi e una buona muscolatura sulle braccia (per parare un colpo alla corazza o al viso: se l'avversario tira un calcio alto si può evitare l'impatto al viso - comunque coperto dal caschetto - frapponendo il braccio).
In buona sostanza, il Tkd sviluppa in modo armonioso tutto il corpo, non solo le gambe.

3) Il Tkd è un arte marziale o uno sport da combattimento?
Si già detto nel precedente post che il Tkd è composto da diverse specialità: combattimento - forme - hosinsul. In quest'ottica, dunque, il tkd non può essere degradato da arte marziale a sport da combattimento.
Laddove il combattimento diventasse l'aspetto prevalente dell'attività in palestra (come accade nella nostra scuola, per il gusto del maestro ma anche degli allievi, che prediligono di più questo aspetto piuttosto che gli altri), la confusione potrebbe essere legittima, ma bisogna tener presente che il combattimento è solo una specialità di un arte marziale molto più complessa.
Nonostante ciò, anche a voler considerare il solo combattimento, l'abbigliamento degli atleti, l'obbligo di attenersi a determinate regole tradizionali (come il saluto), la bellezza, la precisione e la raffinatezza di determinate tecniche non giustifichino un simile luogo comune.

4) Il Tkd è uno sport adatto alle donne?
Sicuramente il Tkd è uno sport duro, nel senso che se ci si vuole cimentare in competizioni agonistiche - che siano di combattimento o di forme - è necessario allenarsi con molta caparbietà, ma questa non è una differenza rispetto ad altri sport.
La caparbietà, il coraggio e la grinta sono delle qualità che con molta facilità possono essere attribuite al sesso femminile, per secoli falsamente definito "debole".
Il Tkd comunque è una realtà che, soprattutto in Italia, a livello femminile è ancora emergente.
In ogni caso, se si consente la battuta, fa sicuramente bene alla cellulite!
Nulla impedisce, dunque, di considerare il Tkd uno sport adatto alle donne come agli uomini!

5) Per prendere la cintura di grado superiore occorre "battere" in combattimento una cintura nera?
Ebbene sì: questo è un altro inquietante luogo comune sulla nostra disciplina.
La domanda probabilmente deriva dal fatto che in alcune arti marziali, come il karate, vi sia la possibilità di ottenere la cintura nera (e i dan fino al terzo) per meriti sportivi: meriti che non coincidono con la vittoria con un'atleta di grado superiore, ma con il raggiungimento di ottimi risultati agonistici (come una buona qualificazione in un campionato italiano).
Nel TKD quest'abitudine non c'è: il grado superiore si acquista solamente sostenendo degli esami.
Occorre, però, distinguere il tipo di esame in base al grado da conseguire.


 

Le Forme "Poomse" nel taekwondo WTF (Taegeuk)

Le forme sono una serie di tecniche di braccia, calci e passi codificati e rappresentano dei combattimenti con avversari immaginari che attaccano da diverse direzioni.Agli inizi degli anni settanta l'Associazione Coreana di Taekwondo (KTA - Korean Taekwondo Union) unifica le forme del taekwondo in 17 poomse, che vengono ulteriormente riconosciuti dalla Federazione mondiale di Taekwondo (WTF). Attualmente le forme vengono curate, codificate e aggiornate dal Kukkiwon, il "quartier generale" del Taekwondo mondiale.[11]

«È qui il principio di ogni cosa. E com'è maestoso l'inizio se ha con sé la grandezza del cielo, il sapore dell'aria...»L'Aria simboleggia l'inizio della creazione di tutte le cose nell'universo, così come il primo Taegeuk rappresenta il primo passo nell'addestramento di Taekwondo. Questa forma è la più semplice da eseguire, in quanto costituita prevalentemente di tecniche di base come parate basse, medie e alte, attacchi di pugno e calci frontali. La forma è eseguita per il passaggio da 8º KUP a 7º KUP, cioè da cintura gialla a cintura giallo-verde.

«È nel profondo egli trovò tesori nascosti. Non esistono limiti invalicabili, nemmeno quelli che noi ci creiamo lo sono.»:Il secondo Taegeuk simboleggia la fermezza interna e l'elasticità esterna. Vengono introdotti in questa forma l'attacco di pugno alto e una rotazione e sono più frequenti i calci frontali. La forma è eseguita per il passaggio da 7º KUP a 6º KUP, cioè da cintura giallo-verde a cintura verde.

«Senza la sua energia non vi è vita. Ma rammenta sempre le conseguenze che può avere se non controllato.»Il terzo Taegeuk simboleggia il calore e la luce." Questa forma serve per incoraggiare gli allievi a fare propri il senso della giustizia e l'ardore per l'addestramento. Le nuove tecniche in questo Taegeuk sono gli attacchi alla tempia a mano aperta e la parata media a mano aperta, nonché il passo "dwitkubi". Questo poomsae è caratterizzato da successioni di attacchi e parate; l'enfasi è infatti posata sui contrattacchi contro le offese dell'avversario. La forma è eseguita per il passaggio da 6º KUP a 5º KUP, cioè da cintura verde a cintura verde-blu.

«La sua forza scaturisce dal cielo. La sua potenza esplode sulla terra.»Il tuono simboleggia grande potere e dignità. Le tecniche nuove sono la doppia parata a mani aperte, l'attacco allo stomaco a mano aperta con sostegno, il calcio laterale, l'attacco di nocche al viso, la parata media interno-esterno. La forma è eseguita per il passaggio da 5º KUP a 4º KUP, cioè da cintura verde-blu a cintura blu.

«Forza gentile, impeto furioso. L'uno e l'altro insieme. Dolcezza e distruzione.»Il vento, così come questo Taegeuk simboleggiano la impeto possente e la calma, la forza e la debolezza insieme. Movimenti nuovi sono l'attacco di pugno sulla spalla, l'attacco di gomito, il salto dopo il calcio frontale per sferrare un attacco al viso con le nocche. Questa forma è caratterizzata da diverse successioni di due parate. La forma è eseguita per il passaggio da 4º KUP a 3º KUP, cioè da cintura blu a cintura blu-rossa.

«La calma del lago, l'impetuosità del fiume. Sempre lei, in un crescendo, calando.»Questo Taegeuk simboleggia un flusso incessante ma delicato. In questa forma vengono introdotti il calcio girato alto e la parata a mano aperta alta e media. È inoltre il primo Taegeuk ad avere fasi di recupero; esse sono seguite da partenze veloci ed impetuose. La forma è eseguita per il passaggio da 3º KUP a 2º KUP, cioè da citura blu-rossa a cintura rossa.

«Il monte, la sua maestosità. A prescindere dalle sue dimensioni, la maestosità.»Questo Taegeuk rappresenta la fermezza e la poderosità. Introduce moltissime tecniche nuove tra cui il passo "beomseogi", la parate bassa con il palmo della mano e alta con il palmo della mano con sostegno, il calcio discendente, la presa della testa con relativa ginocchiata, la doppia parata bassa a mani aperte. La forma è eseguita per il passaggio da 2º KUP a 1º KUP, cioè da cintura rossa a cintura rosso-nera.

«La fine dell'inizio. Qui si chiude il cerchio. E tutto ha nuovamente inizio.»Questa è l'ultima forma delle cinture colorate che simboleggia la fine di un percorso che dovrebbe culminare con l'acquisizione della cintura nera, quindi di un nuovo metodo di allenamento. Tra le nuove tecniche di questa forma ci sono il doppio calcio frontale in volo, le doppie parate media e alta a pugni chiusi, la posizione con parata media e bassa contemporanee, il pugno ascendente al mento, l'attaco di gomito alto. La forma è eseguita per il passaggio da 1º KUP a 1º DAN, cioè da cintura rosso-nera a cintura nera 1ºDAN.

 

Koryo (Corea) è il nome di una vecchia dinastia coreana. Il popolo del periodo Koryo sconfisse gli aggressori mongoli. Il loro spirito si riflette nei movimenti della Koryo. Ogni movimento di questa forma rappresenta la forza e l’energia spesi per controllare i mongoli. Questa è la prima forma che si impara da cintura nera ed ha un grado di difficoltà nettamente più alto rispetto alle precedenti. Per segnare questa profonda differenza, questo Taegeug presenta una posizione di parteza-arrivo diversa da tutte le altre forme. Questa posizione permette di raccogliere tutte le energie mentali e fisiche necessarie all'esecuzione della forma. La linea lungo cui si sviluppa il Taegeuk rappresenta una lettera cinese che in coreano significa uomo virtuoso, cioè un uomo che ha ormai pienamente acquisito lo spirito marziale proprio del taekwondo. La forma è eseguita per il passaggio da cintura nera 1º DAN a cintura nera 2º DAN.

I movimenti di questa forma sono magnifici e possenti come il monte Keumgang-San, duri ma fragili come il Keumgang-Seok, il diamante. La linea stessa disegnata dal Taegeuk rappresenta la lettera Cinese corrispondente alla parola montagna. I movimenti sono potenti e ben bilanciati come la dignità di una cintura nera. La forma è eseguita per il passaggio da cintura nera 2º DAN a cintura nera 3º DAN.

I movimenti di questa forma sono precisi e veloci. Rappresentano la determinazione e la forza del leggendario Dangoon, che fondò il Taebaek ai piedi di Baekdoo, il monte più maestoso di tutta la Corea. La linea disegnata da questo Taegeuk rappresenta una lettera cinese il cui significato è ponte tra in Cielo e la Terra, cioè che gli esseri umani hanno fondato una nazione (la Corea) partendo dall'ordine del Cielo. La forma è eseguita per il passaggio da cintura nera 3º DAN a cintura nera 4º DAN.

Il termine Pyongwon rappresenta la grandezza e la maestosità con la quale deve essere eseguita questa forma. Infatti il suo significato è la fonte della vita per tutte le creature ed il luogo dove gli esseri umani vivono la propria vita. Questo Taegeuk è basato sull'idea della pace. La forma è eseguita per il passaggio da cintura nera 4º DAN a cintura nera 5º DAN.

Questa è la forma dell'ordine nel caos, della stabilità, della certezza di ciò che si è imparato e acquisito. La parola Sipjin deriva dal concetto di longevità secondo il quale esistono dieci creature a vita eterna: il sole, la luna, la montagna, l'acqua, la pietra, il pino, l'erba della gioventù eterna, la testuggine, il cervo e la gru. Essi sono due corpi celesti, due piante, tre animali e 3 elementi naturali che infondono in ogni essere umano fede, generosità, amore e speranza. Questa forma simboleggia tutte queste cose. La lettera cinese disegnata dalla linea del Taegeuk significa dieci ma anchel'infinito nel sistema di numerazione e quindi lo sviluppo incessante dell'atleta. La forma è eseguita per il passaggio da cintura nera 5º DAN a cintura nera 6º DAN.

La parola Jitae rappresenta un uomo che sta in piedi sulla terra con entrambi i piedi e che guarda il cielo. Quest'uomo simboleggia la lotta per la vita umana, così come i calci e i salti. Perciò, il poomsae simboleggia i vari aspetti che accadono nel corso della lotta di ogni essere umano per la propria esistenza. La linea disegnata dalla forma rappresenta un uomo che sta in piedi pronto a saltare verso il cielo. La forma è eseguita per il passaggio da cintura nera 6º DAN a cintura nera 7º DAN.

La parola Chonkwon significa Cielo, cosmo, il Grande Possente che è l'origine di tutta la creazione. La sua completezza infinita rappresenta la nascita, il mutamento ed la fine. Gli esseri umani hanno usato il nome di Cielo per tutte le forme terrene principali e dato lui tanti significati perché essi si sentono impauriti da quanto possa essere potente. Più di 9000 anni fa, il fondatore del popolo coreano, Chonkwon fu inviato dal Re Paradisiaco. Egli stabilì in terra la città paradisiaca come capitale, vicina al mare paradisiaco ed alla montagna paradisiaca, dove il popolo di Han partorì il pensiero e le azioni dalle quali ebbe origine il Taekwondo. Movimenti caratteristici di questa forma sono le ampie e lente azioni di braccia che formano curve gentili, simboleggiando così la grandezza del pensiero di Chonkwon. La linea disegnata dalla forma è una T che simboleggia un uomo che viene giù dal cielo, sottoponendosi alla sua volontà ed adorandolo perché esso è la fonte del proprio potere ed esso rappresenta l'unicità tra il cosmo ed gli esseri umani. La forma è eseguita per il passaggio da cintura nera 7º DAN a cintura nera 8º DAN.

La parola hansu significa acqua, fonte di ciò che è necessario a preservare la vita e a far crescere tutte le creature. Hansu simboleggia la nascita e la crescita di una vita, forza e debolezza, la magnanimità, l'armonia, ed l'adattabilità. Soprattutto han ha vari significati: numerosità, ampiezza, parità, lunghezza ed è il nome di un paese. La natura dell'acqua è caratterizzata dall'inderogabilità e della flessibilità, e tutti questi significati sono ciò da cui si è partiti per creare questa forma. Le azioni dovrebbero essere praticate leggermente e fluidamente come l'acqua ma allo stesso tempo con continuità, come farebbero delle goccioline d'acqua che raggruppandosi formano un intero oceano. La linea disegnata dalla forma simboleggia la lettera cinese che vuole dire acqua. La forma è eseguita per il passaggio da cintura nera 8º DAN a cintura nera 9º DAN.

Ilyeo è il nome delle idee portate avanti da Santo Wonhyo, un grande prete buddista appartenente alla dinastia dei Silla. Questo pensiero è caratterizzato dalla filosofia dell'unicità di mente (ente spirituale) e corpo (ente materiale). Insegna che un punto, una linea o un cerchio hanno in fin dei conti una fine comune, una fine nell'unicità. Perciò, il poomsae Ilyeo rappresenta l'armonizzazione di spirito e corpo che è l'essenza di un'arte marziale, ciò a cui un allievo dovrebbe arrivare dopo un lungo addestramento sia sui tanti tipi di tecniche, sia sulla cultura spirituale affinché si completi davvero l'insegnamento del Taekwondo. L'ultimo passo della forma, due pugni che si avvolgono l'uno dentro l'altro di fronte al mento, ha il significato di unificazione e moderazione e fa sì che l'energia spirituale possa fluire liberamente nel corpo attraversando le due mani. La linea disegnata dalla forma rappresenta la svastica, un simbolo buddista buddista che non ha nulla a che fare con il significato attribuitogli in seguito dai nazisti e dalla cultura occidentale. Tale simbolo era usato nella commemorazione di Santo Wonhyo e che significa uno stato di abnegazione perfetta nel Buddismo, dove origine, sostanza e servizio entrano in congruenza. La forma è eseguita per il passaggio da cintura nera 9º DAN a cintura nera 10º DAN.